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Dalla fisica dei buchi neri all'Universo olografico di Attilio Consolante Cos’è un buco nero e come si forma? Secondo le teorie dell’evoluzione
stellare quando la massa di una stella è superiore a quella
di tre masse solari è destinata ad un collasso gravitazionale
verso un punto; nessuna forza riesce ad opporsi all’azione di
gravità e la superficie della stella, contraendosi sempre più,
è costretta ad attraversare il cosiddetto raggio di Schwartzchild
(pari a Rs=20M/c elevato al quadrato) per ridursi ad un punto. Nasce
così un buco nero. La superfice di Rs è detto orizzonte
degli eventi in quanto si comporta come una membrana semiimpermiabile
a senso unico, attrverso la quale la materia può entrare ma
non può uscire. Così si è sempre creduto ma,
grazie ad una matematica complicatissima, questa teoria classica ha
subito un'evoluzione. Secondo Hawking che applica la meccanica quantistica,
coppie di particelle virtuali si materializzerebbero sull'orizzonte
degli eventi e mentre una particella cadrebbe fino alla singolarità,
l'altra fuggirebbe verso l'esterno ma nessuna informazione verrebbe
veicolata. Secondo il modello di Horowitz-Maldacena, invece le particelle
dirette verso l'esterno trasporterebbero massa e informazione. La
coppia di particelle, quella che cade verso la singolarità
e quella che fugge verso l'esterno, sarebbero unite da entanglement
quantistico, effetto che Einstein non volle considerare e da Heisemberg
ritenuto in contrasto con il suo principio di indeterminazione. Ma
l'entanglement esiste e permette il teletrasporto in cui l'informazione
è trasferita da una particella all'altra con estrema fedeltà.
Tutto questo non è pura teoria ma sperimentato in laboratorio. L'importanza dell'informazione nella meccanica quantistica.
I buchi neri sono computer quantistici.
L'universo è un computer quantistico.
L'Universo olografico.
Costanti di natura. Sono le costanti che compaiono nelle leggi che regolano la fenomenologia generale della natura. La legge di gravità, la costante di Plank, la velocità della luce. Se questi valori fossero diversi, la fenomenologia dell'Universo ne risulterebbe alterata in maniera profonda. Tutte le caratteristiche ambientali sulla Terra dipendono dalle costanti di natura, in quanto concorrono a determinare vari fattori di tipo astronomico, quali la luminosità e la temperatura superficiale del Sole o l'accelerazione di gravità. Una eventuale piccola diversità di queste costanti comporta un cambiamento significativo nelle grandezze fondamentali. Per esempio la costante di Plank che indica la relazione fra energia e frequenza luminosa è 6,6x10 alla-27 erg/s. Uno scostamento di questa costante come 6,6x10 alla-26 erg/s produrrebbe conseguenze catastrofiche.
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