| ALLA SCOPERTA DI SEDNA IL DECIMO PIANETA
DEL SISTEMA SOLARE
di Danila Zappalà
2003
VB12 è un corpo celeste, classificato originariamente come
asteroide, con un diametro di circa 1250 Km. Denominato Sedna dalla
comunità scientifica internazionale, è ritenuto, da alcuni
scienziati, il decimo pianeta del Sistema Solare. L’orbita
di questo corpo celeste disegna un’ampia ellisse che viene percorsa
tutta in circa 11.000, anni passando da poco meno di 90 a poco più
di 900 UA dal Sole (UA =>Unità Astronomiche. Una UA equivale
a 149.597.870 Km). Ciò fa di Sedna il corpo celeste più
lontano del Sistema Solare che sia mai stato osservato e che, quindi,
si conosca. Plutone,
infatti, con il suo fedele compagno di viaggio Caronte,
orbita intorno al Sole ad una distanza di “sole” 40 UA che
sono pari a circa 6 miliardi di Km. In verità, Plutone, come
tutti ormai sanno, a più di 80 anni dalla sua scoperta, avvenuta
nel lontano 1930, non ha tutte le carte in regola per essere considerato
un pianeta vero e proprio e, dunque, non ha ancora un’identità
ben precisa. Con
il suo piano orbitale allungato, la sua forma e le sue dimensioni e
pur avendo una luna che gli orbita intorno, un’atmosfera e delle
stagioni, Plutone sembra, infatti, somigliare, più che ad un
pianeta, alle centinaia di corpi celesti erranti, provenienti dalla
cosiddetta “Fascia
di Kuiper” che è quella specie di “cella frigorifero”
da cui provengono la maggior parte delle comete conosciute e che è
situata oltre i confini del Sistema Solare. Per
questo motivo, Neil De Grasse Tyson, direttore del New
York’s Hayden Planetarium, qualche anno fa, lo ha provocatoriamente
declassato togliendolo dalla categoria dei “corpi oscuri ruotanti
attorno alla stella” per sistemarlo tra le comete sperdute ai
confini del Sistema Solare. Per avere delle certezze
in merito, però, bisognerà aspettare il 2015, anno in
cui la sonda lanciata nel 2006 dalla Nasa
con la missione New
Horizons, concepita per esplorare il sistema Plutone/Caronte e scandagliare
la Fascia di Kuiper, sorvolerà il pianeta inviandoci i dati raccolti.
Ricordiamoci che l’ipotesi che in passato
Plutone fosse un satellite di Nettuno,
dalla cui orbita sarebbe in seguito sfuggito, perse credibilità
dopo la scoperta di Caronte.
Ma, torniamo a Sedna. Attualmente, si
trova ad una distanza pari a circa 90 U.A. dal Sole e gli si dovrà
avvicinare per altri 70 anni per raggiungere, nel 2075, il perielio
( => il “perielio”
è il punto dell’orbita di un corpo celeste, pianeta, pianetino
o cometa che sia, situato alla minima distanza dal Sole; si contrappone
ad “afelio”
che è, invece, il punto dell’orbita più lontana
dal Sole). Le sue dimensioni sono note con una discreta precisione.
Avendo una riflettività superficiale pari a quella degli altri
corpi transnettuniani, Sedna si pone in testa a tutti gli altri corpi
“minori” (cioè non considerati pianeti) scoperti
fino ad oggi. Tutto ebbe inizio, nell’anno 2000, con il dibattito
accademico internazionale che ebbe luogo quando venne scoperto Veruna,
un gigantesco asteroide che alcuni astronomi considerarono, inizialmente,
il decimo pianeta del Sistema Solare. Per altri scienziati, invece,
la scoperta di Veruna sembrò dimostrare, in maniera inconfutabile,
che anche Plutone non è altro che un asteroide. Ma Veruna non
fu altro che il primo dei grossi corpi celesti, provenienti dalla Fascia
di Kuiper, ad essere
scoperto. La scoperta di corpi remoti e remotissimi come Sedna è,
infatti, da allora, in continuo aumento. Lontano dal Sole, oltre l’orbita
di Nettuno, il Sistema Solare è, dunque, popolato da un’infinità
di corpi celesti di varie dimensioni, molto diversi dai pianeti interni.
Anzi, per molto tempo, la ricerca del decimo pianeta, il famoso “Pianeta
X”, è stata eclissata dal continuo susseguirsi di scoperte
relative ad una moltitudine, sempre crescente, di piccoli corpi ghiacciati,
orbitanti ad una distanza dal Sole superiore a quella di Nettuno. Nel
1990, tra l’altro, le analisi effettuate dalle prime due sonde
spaziali arrivate fino ai confini del Sistema Solare, la Pioneer
10 e la Pioneer
11, hanno rivelato che i percorsi orbitali dei pianeti non sono
stati alterati dalla presenza di un decimo pianeta. La sua esistenza,
dunque, pose seri interrogativi agli scienziati impegnati nella sua
ricerca.
Al posto del Pianeta X vennero trovati, invece, una moltitudine di piccoli
corpi erranti. Queste scoperte suggerirono che nelle parti più
esterne del Sistema Solare esistono una gran quantità di detriti,
chiamati anche “avanzi primordiali”, risalenti al periodo
in cui si è formato il nostro Sistema Solare e collocati in una
regione esterna chiamata, appunto, Fascia di Kuiper, dal nome di Gerard
Kuiper, lo scienziato che per primo ne ipotizzò l’esistenza.
I primi due oggetti appartenenti alla suddetta Fascia di corpi erranti
furono trovati a seguito di una ricerca iniziata nel 1987 ed effettuata
dall’Università delle Hawaii nello spazio interplanetario
oltre l’orbita di Plutone. Nel 1992, usando un
telescopio da 2,2 metri a Mauna Kea,
gli astronomi David
Jewitt e la collega Jane
Luu, esaminando vaste porzioni del cielo notturno, trovarono il
primo corpo errante ghiacciato, di circa 240 Km di diametro e distante
quasi 8 miliardi di Km dal Sole. L’oggetto venne chiamato 1992
QP1 e fu battezzato Smiley. Nel marzo del 1993 i due scienziati ne trovarono
un altro, che chiamarono Karla. Già nel 1996 si era arrivati
a conoscere circa una trentina d’oggetti della Fascia (o Cintura)
di Kuiper. Da allora è stato un susseguirsi di sorprendenti scoperte.
Secondo gli esperti, dunque, essendo la scoperta di oggetti remoti (di
cui molti dotati di atmosfera) in continuo aumento, non c’è
altro da fare che aspettare. Presto o tardi, infatti, si scopriranno
molti altri oggetti, forse anche più grandi di Sedna e Plutone,
che getteranno una nuova luce sul Sistema Solare ed anche sul nostro
modo di concepirlo e considerarlo. Per adesso, pare che Sedna sia il
principale candidato ad essere considerato il decimo pianeta del Sistema
Solare sia per struttura che per dimensioni. Per il resto, aspettiamo
e vediamo che succede.
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